Xenia

E' prerogativa della grandezza recare felicità con piccoli doni

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Te ne vai triste come chi deve
E il vento ti sputa in faccia la neve
La guerra di Piero
Fabrizio de Andrè

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Anniversari

Era di domenica.
Ed era di ottobre.
Ed era un tredici, per la precisione.

Come oggi, pioveva.
E io mi portavo dentro
nubifragi violenti
e vicende irrisolte.

Di nostalgie antiche,
seconda pelle, ormai,
avevo pieni bauli.
Le portai apposta
ché non mi passasse per la testa
di provare a stare bene.

Su questo freddo Nord
avevo sentenziato.
“Se s’ha da bere,
si beva d’un fiato”.

Non è stato amore,
e nemmeno amicizia.
Ma neppure simpatia.
Son state lacrime
pazienza,
solitudine,
guerra
e poi la tregua.

E anche se per ora
resti una città
da cui andarsene,
nell’esatto istante in cui
ho smesso
di chiederti d’essere
quel che non eri,
hai cominciato ad assomigliare
a chi volevo che fossi.

11 note

A ciascuno la propria fede

"Il cellulare ha rovinato il mondo" ho sentito dire stamattina in treno, da un signore di mezza età.

Dev’essere bello avere una fede così fulgida in una colpa esterna a sé, come singolo e come collettività, cui demandare l’intera, compatta, responsabilità di questa misera deriva dell’umanità.

12 note

Nera che porta via

Cemento
Grandi Opere
Case
Urbanizzazione
Costruire
Capitalismo
Progresso
Speculazione Edilizia
Cementificazione
Velocità
Soffocamento
Città Metropolitana
Mattone
Fiumi sotterranei
Investire sul mattone
Scavare
Deviazioni
Allerta
Pioggia
Alluvione
Esondazione
Allagamento
Topi in trappola
Asfissia
Morto
Morto
Morto
Morto
Morto
Morto
Morto
Morto
Tuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu

Staccate la spina.

Amìala ch’â l’arìa amìa cum’â l’é cum’â l’é amiala cum’â l’aria ch’â l’è lê ch’â l’è lê amiala cum’â l’aria amìa amia cum’â l’è amiala ch’â l’arìa amia ch’â l’è lê ch’â l’è lê

9 note

Per questo scrivo

Leggendo un post di volevoessereunapizza, ho appena realizzato che io, il mio primo bacio, non me lo ricordo.

E non mi ricordo il primo giorno che ho incontrato la mia migliore amica, cosa ci siamo dette? Come ci siamo presentate?
Non me lo ricordo.

Non mi ricordo cosa ho provato il primo giorno che ho visto quello che sarebbe diventato poi il mio primo fidanzato.

Non mi ricordo i primi incontri con molte delle persone attualmente importanti della mia vita.
E quelli che ricordo, vanno pian piano sbiadendosi, insieme ad altri ricordi.

È passato qualche anno da che mi sono resa conto che io mi ricordo cose random, casualmente selezionate dal mio cervello.
Non c’è sistematicità.
Non mi ricordo solo le cose belle, o solo le cose brutte.
Nè solo le cose importanti, perché, come detto, ci sono un sacco di primi incontri importanti, che non ricordo.

Mi ricordo ALCUNE COSE.
E altre no.

Senza
nessun
apparente
motivo.

Per questo scrivo.
Per avere l’illusione d’una memoria perfetta.

Ma io morirò prima d’aver potuto rileggere anche solo una volta tutto ciò che ho scritto.

E mi sopravviverà un archivio che non mi sarà servito nel consultarlo, ma nel redigerlo.

Archiviato in la finitezza mi opprime

4 note

Abbiamo intervistato il ragazzo che ha trollato le Sentinelle in piedi | VICE

E agli Hitler fake con chiare intenzioni satiriche attraverso citazioni da Chaplin e Blues Brothers viene imputata l’accusa di apologia di reato, mentre a chi alza il braccio destro per emulare veri saluti fascisti e magari ha il mezzobusto di Mussolini nelle proprie lercie sedi, permettiamo di costituirsi in associazioni e di presentarsi alle elezioni.

Mi sembra di stare in un racconto di Beckett.

19 note

Per fortuna la mia Genova risponde sempre bene alle ridicole manifestazioni di questi quattro bigotti repressi.

Danze, balli, letture e mamme che leggono i ben più educativi libri della pimpa!

Sentinellate stocazzo.

10 note

Dei motivi per cui la vita è bella.

Mentre curiosavo, assorta e indecisa, tra i polverosi libri di una bancarella, si avvicina un signore con un libro in mano.
Molto eccentrico, con un cappello a tuba e un bastone nero.
Baffi lunghi e attorcigliati.
Osservo le sue labbra muoversi senza produrre suono, mentre mi tolgo le cuffie.

- Prego?
- Se vuole leggere qualcosa di interessante, dicevo, prenda questo… Lui è un russo, morto suicida, ha uno stile molto particolare.

E si allontana senza nemmeno ascoltare il mio attonito “grazie del consiglio”.

Nella prefazione, che leggo sommariamente prima di dare 1,90€ all’omino della bancarella, vedo quel rimando al Grande Inquisitore di Dostoevskij, di cui per puro caso, parlavo proprio stamattina.

Archiviato in le coincidenze Dostoevskij è il mio autore preferito per dire eh

6 note

M’hanno fatto un buono

C’è una promozione in atto in libreria in questi giorni.
La comunicazione di questa promozione è affidata, tra le altre cose, a locandine di formato A3 che vengono affisse in tutto il negozio.
Le locandine avanzate dall’operazione “tappezzamento di ogni angolo” sono state improvvidamente appoggiate sul bancone un punto informazioni, contravvenendo alla norma aurea “tenere lontano dalla portata dei clienti”.

Una signora, fiera e determinata, sfila davanti a me e alla mia collega con sottobraccio una di queste locandine, sempre di formato A3, che informavano dell’esistenza di un BUONO SCONTO da ritirare in cassa.

- Ele…perché quella signora ha sotto braccio una locandina?!
- Ah non lo so!
- Signora, scusi, ma…quella locandina…non si può prendere…
- Ah, non è questo il buono?

8 note

Libertà l’ho vista dormire nei campi coltivati
a cielo e denaro
a cielo ed amore
protetta da un filo spinato
Il suonatore Jones
Fabrizio de Andrè