Xenia

E' prerogativa della grandezza recare felicità con piccoli doni

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Treno in ritardo che procede a rilento e di tanto in tanto si ferma anche fuori dalle stazioni.
Una bambina, imbronciata.
La madre che sbuffa da ore e impreca contro i continui ritardi dovuti, ovviamente, alla fannullonaggine dei ferrovieri a cui “non va di fare un cazzo”.

"Che stupido questo treno!", esplode a un certo punto la bambina.
“È l’autista che è stupido, non il treno”
“Chi è l’autista?”
“È quello che guida il treno”
“Ed è stupido?”
“Sì, sono tutti stupidi perché ci fanno fare tardi”
“E perché ci fanno fare tardi?”
“Perché non hanno voglia di lavorare”
“Che stupido questo autista”.


Già.
Perché per guidare devi studiare e passare un esame, ma chiunque può mettersi a far figli.

Archiviato in e ho pure qualche esempio di mia conoscenza il mondo è offeso immensa tristezza

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Sono da sempre una persona che di rado prende per oro colato quel che le viene detto e che tende, piuttosto, a mettere in dubbio tutto, indagando il come e il perché delle cose e sfociando spesso in atteggiamenti apparentemente gratuitamente polemici.

La me seienne non aveva certo preso molto bene il concetto di ASSIOMA in geometria, in quanto non poteva tollerare l’esistenza di principi primitivi e indimostrabili.
Euclide mi stava quindi molto antipatico (antipatia che perduró fino al liceo, quando, per la maturità, di matematica portai una tesina sulle geometrie non-euclidee) mi sembrava un nerd spocchiosetto che aveva buttato lì cinque idee dicendo: “È così e basta” e mi chiedevo come fosse possibile che la comunità scientifica avesse accettato dei dogmi simili senza fiatare.

Un bel giorno, determinata a smascherare quell’incompetente, presi un foglio bianco, vi disegnai un punto con un pennarello rosso, poi presi una matita e cominciai a tracciare rette che passavano per quel punto.
Ne tracciai talmente tante da coprire l’intera porzione di foglio intorno a quel punto, che risultava, ormai, completamente nera di matita.
Fiera della mia dimostrazione empirica andai alla cattedra e mostrai il mio lavoro alla maestra, sfidandola: “Ecco, queste sono tutte le rette che possono passare per quel punto. Metticene un’altra, su”.

La mia buona, saggia e santa maestra dell’epoca sorrise e mi chiese di tenere il foglio in verticale, rivolto verso di lei. Prese quindi una matita ben appuntita e forò il foglio esattamente in corrispondenza del mio puntino rosso. Quindi prese un pezzo di spago (era una donna attrezzatissima, è sempre quella della zampa di gallina per spiegarci il funzionamento dei tendini) e lo inserì nel foro appena creato, dando così tridimensionalità al mio ingenuo disegno.

Ecco fatto”, mi disse poi, tenendo teso lo spago inserito nel foglio.

Lo schiaffo morale non fu mai bruciante come l’ardore per l’indagine che quell’episodio mi instillò.

Archiviato in da quel giorno diventò tipo dio io ero rompina già da piccola però ero simpatica a volte

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anonpeggioredelmondo:

morganadiavalon:

Io CREDEVO che Milano mi avesse dato un inverno mite per lasciarmi ambientare in maniera graduale.
Illusa!
Mentre era lì che regolava la temperatura di Gennaio su 8°/10°, mentre mi guardava togliermi il piumino a metà marzo…si stava già fregando le mani per l’ESTATE DI MERDA che aveva programmato.

guarda che lo sta facendo ancora per te. avresti preferito 40° di afa?

A ciccio, dì un po’, ma tu da che parte stai?

2 note

adequalcosa, guarda, io me lo sono fatta arrivare nella libreria in cui lavoro, ma comunque è un libro del 2011 distribuito dalle Messaggerie Libri, quindi penso che qualsiasi libreria te lo possa ordinare!

adequalcosa, guarda, io me lo sono fatta arrivare nella libreria in cui lavoro, ma comunque è un libro del 2011 distribuito dalle Messaggerie Libri, quindi penso che qualsiasi libreria te lo possa ordinare!